Clima, ai Poli si è sciolta un’area grande 13 volte l’Italia

Clima, ai Poli si è sciolta un’area grande 13 volte l’Italia

 

(Rinnovabili.it) – Mentre il 2016 si avvia a diventare l’anno più caldo della storia, il clima continua a patire gli effetti disastrosi del riscaldamento globale ai Poli. La coltre di ghiaccio che ricopre l’Artico e l’Oceano Antartico ha toccato il suo nuovo minimo stagionale: si è sciolta una superficie grande come l’India. Negli ultimi mesi si sono susseguiti gli allarmi per lo stato del Polo Nord, che in questa stagione dovrebbe essere in espansione, complice la notte artica, e invece registra temperature anche 20°C sopra la media. Gli scienziati hanno avvertito che si potrebbero scatenare degli effetti a catena devastanti se l’Artico continua a sparire a colpi di cambiamenti climatici, raggiungendo quello che i climatologi chiamano ‘punto di non ritorno’.

Il dato che adesso fa preoccupare ancora di più è la situazione del clima in Antartide, che in questi ultimi anni aveva dato qualche segno di inversione di tendenza, ricostituendo – sebbene a ritmi lenti – la coltre di ghiaccio marino. Le ultime rilevazioni, invece, mostrano che anche il Polo Sud si sta sciogliendo. Gli scienziati del National Snow and Ice Data Center (NSIDC) americano hanno calcolato, tramite l’analisi di immagini satellitari, che complessivamente mancano all’appello 3,8 milioni di kmq rispetto all’estensione media del periodo di riferimento 1981-2010. Si tratta di un’area 13 volte quella dell’Italia. Nello specifico, il ghiaccio che circonda l’Antartide ha toccato il suo minimo per il mese di dicembre, battendo il record del 1982, misurando appena 11,2 mln di kmq. L’Artico invece ha toccato i 10,2 mln di kmq, peggio che nel 2006.

Le cause, spiegano dal NSIDC, sono da rinvenire nella combinazione del riscaldamento globale di origine antropica e nel passaggio del fenomeno climatico El Nino nella prima metà di quest’anno. Il loro timore è concentrato sull’Antartide: senza i ghiacci marini, i ghiacciai che ricoprono le terre emerse del continente possono scivolare molto più velocemente verso il mare e sciogliersi.

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