Deforestazione in Brasile al tasso di 140 campi da calcio ogni ora

Deforestazione in Brasile al tasso di 140 campi da calcio ogni ora

Nel 2016 sono spariti altri 8.000 kmq di Amazzonia, una superficie grande come l’intera Umbria. Secondo i dati ufficiali dell’Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (INPE) brasiliano, il tasso di deforestazione continua ad aumentare rapidamente. Rispetto all’anno precedente sono stati abbattuti quasi il 30% di alberi in più. Ma a sua volta il 2015, quando erano stati abbattuti circa 5.800 kmq di foresta pluviale, aveva raggiunto numeri più alti del 2014 registrando un preoccupante +16%. Se poi si confrontano questi dati con il 2012 – l’anno in cui il trend sembrava invertirsi – l’aumento tocca ben il 50%. Il Brasile si è impegnato a ridurre dell’80% entro il 2020 le emissioni imputabili alla deforestazione dell’Amazzonia e al ripristino e riforestazione di 12 milioni di ettari di terreno entro il 2030. Rispetto all’anno di riferimento, il 2005, la decrescita secondo i dati ufficiali c’è ed è del 71%, appena sotto l’obiettivo.

Ma la tendenza degli ultimi anni rischia di vanificare quei pochi sforzi fatti finora. Il Paese si era ripromesso di preservare le sue foreste, fondamentali per assorbire il carbonio emesso in atmosfera che causa il riscaldamento globale. Vale la pena ricordare che la deforestazione contribuisce fino al 15% delle emissioni globali, più dell’intero settore dei trasporti. Senza contare che luoghi come l’Amazzonia sono anche dimora di centinaia di migliaia di persone e animali, che traggono dall’ecosistema il loro sostentamento.

La colpa del disboscamento in Brasile è dell’agricoltura industriale (soprattutto soia, in gran parte Ogm) e dell’allevamento intensivo. Rispetto agli anni passati, però, nel 2016 si registra un dato positivo: nel Mato Grosso, dove sono concentrate molte delle coltivazioni estensive, ha visto scendere il tasso di deforestazione del 6%. Una tendenza purtroppo più che compensata da quella di Stati come Amazonas, al confine con Perù, Colombia e Venezuela, dove al contrario c’è stato un aumento di oltre il 50%. Circa l’80% della deforestazione amazzonica viene da attività illegali, e questi dati dimostrano che le autorità non sono ancora preparate a contrastarla.

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