Convocazione riunione soci Sodales – Venerdì 4 novembre 2016

E’ convocata la riunione di Sodales, riservata ai soci, presso l’Agriturismo Leoni a Vicofertile in via Roma, 75 in prima convocazione venerdì 4 novembre 2016 ore 17 e in seconda convocazione venerdì 4 novembre 2016 ore 17.30.

 All’ordine del giorno i seguenti punti:
1- Comunicazione del Presidente
2- Approvazione verbale precedente
3- Aggiornamento progetti Sodales eseguiti nel 2016
4- Aggiornamento progetti Sodales in corso
5- Varie edeventuali
Grazie, un saluto
Sodales Onlus Parma

Giornata Mondiale dell’Alimentazione – Evento Sodales

Lo scorso 16 ottobre è stata la “Giornata Mondiale dell’Alimentazione” e noi di Sodales abbiamo voluto dare un contributo organizzando presso l’Azienda Agricola Leoni a Vicofertile (PR), con la collaborazione dei ragazzi  dell’Istituto Agrario Bocchialini di Parma, una giornata all’insegna della verdura e dei libri. Numerosi cittadini hanno potuto conoscere e raccogliere verdura dal nostro orto e consultare e leggere libri contenuti nella nostra biblioteca. Un giornata sicuramente da ripetere in futuro.

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Regolamento Biblioteca Sodales

Ciao a tutti finalmente è nato il regolamento della biblioteca!!!

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Test zona lettura biblioteca Sodales :)))

In fase degli ultimi preparativi per la giornata mondiale dell’alimentazione si testa la postazione per la consultazione della biblioteca Sodales 🙂

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16 OTTOBRE 2016 – SODALES PARTECIPA ALLA GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE

Domenica 16 ottobre 2016 dalle 10 alle 18 vieni a trovarci all’Agriturismo Leoni a Vicofertile di Parma, in via Roma 75

Offriamo la colazione e vedremo insieme l’orto urbano, il frutteto cittadino e la biblioteca condivisa.

Vi aspettiamo, un salutogiornata-mondiale-alimentazione-definitivo-page-001

Se i rifiuti Hi-tech restano chiusi in casa

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La legge italiana per la gestione dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), che recepisce la Direttiva Europea, ha l’obiettivo di consentire al trattamento dei RAEE di recuperare in misura sempre maggiore le materie prime secondarie, in modo che siano immesse nel ciclo produttivo, riducendo o addirittura annullando, la necessità, esiziale per il nostro sistema economico, d’importazione da paesi terzi. Il livello minimo di recupero dei RAEE per il 2016, fissato dall’Europa e accettato dall’Italia, è di 7,5 kg pro capite.

Tuttavia, lo scenario italiano del settore presenta una situazione che ha del paradossale.

Da una parte le aziende, gli enti e le unità locali in generale, come pure i privati cittadini, detengono i RAEE all’interno dei propri locali. Si tratta di una miniera a cielo aperto di materie prime secondarie, quali oro, argento, rame e altri elementi, le così dette “terre rare”, alcuni dei quali raggiungono valori pari ad un terzo di quello dell’oro (p. es. lo Scandio: 15 Euro/grammo). Disfarsi di tali rifiuti costa tempo e denaro, per cui in genere lo si fa solo quando non se ne può più fare a meno, così per la maggior parte essi restano fermi, improduttivi, ingombranti e spesso a rischio d’inquinamento.

Dall’altra parte le aziende di trattamento non riescono a trovare sufficienti quantitativi atti a raggiungere il pieno utilizzo dei loro impianti e non realizzano perciò quell’economia di scala che consentirebbe loro di aumentare il valore aggiunto in modo tale da poter remunerare il conferimento dei rifiuti, creando così quella prospettiva di guadagno che invoglierebbe le aziende, ed anche i privati, ad attivarsi.

Un discorso a parte meritano gli esercizi commerciali che vendono AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche): ad essi il legislatore ha assegnato la funzione di ritirare dal consumatore gli apparecchi fuori uso, accollandosene lo smaltimento a norma di legge. E quale “compenso” per tale attività onerosa gli ha prescritto, pena un’ammenda di 2.600,00 Euro, di autodenunciarsi come “inquinatore potenziale” all’Albo Gestori Ambientali, sborsando circa 400,00 euro, oltre a un contributo annuale di 50,00 Euro. Nell’Albo del Lazio, di circa 15.000 esercizi commerciali che vi sono tenuti, ad oggi ne risultano iscritti solo il 3%, circa 400.

In sintesi: le aziende e i privati non immettono in circolo i RAEE perché non hanno alcun incentivo a farlo, molti negozianti, per non apparire, preferiscono utilizzare canali “paralleli”, le industrie di trattamento non riescono ad avere sufficiente “materia prima” per realizzare margini soddisfacenti.

Il risultato è che il costo del recupero, oltre ad essere troppo elevato, è sopportato in parte dai pochi che sono rispettosi delle leggi, ma soprattutto dal sistema economico italiano, che deve accollarsi l’onere dell’importazione di materie prime che, pur presenti sul territorio, il sistema non riesce a rendere disponibili.


La situazione descritta è aggravata dal fatto che la scarsa massa critica di RAEE da trattare, dispersa in moltissimi punti d’origine, comporta alti costi di trasporto, dovuti all’estrema parcellizzazione dei ritiri.

Il risultato è che nel 2015 in Italia solo il 23% dei RAEE è stato recuperato (4 Kg. sui 17,6 pro capite generati), per cui è molto probabile che l’Italia sia oggetto di una procedura d’infrazione il prossimo anno.

Risorsa suolo, un bene scarso che non va consumato

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Quattro metri quadri al secondo, 34 ettari al giorno, con questo ritmo scompare il suolo nel nostro paese. Ogni anno sono 125 chilometri quadri, prevalentemente consumati in pianura e sulle coste, in un paese piccolo come l’Italia, che per di più è montuoso e collinare per tre quarti.

Questo dato oggettivamente impressionante si riferisce al 2015 e deriva dalle analisi effettuate da Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) in collaborazione con il sistema delle agenzie per l’ambiente regionali e provinciali e presentato a Roma il 13 luglio scorso in occasione del Soil Day, in collaborazione con l’ordine degli architetti.

Il rapporto Ispra (curato da Michele Munafò con numerosi collaboratori), ricostruisce anche l’evoluzione storica del consumo di suolo, di cui risulta che il tasso di consumo sia comunque in calo, dato che alcuni anni fa, prima della crisi economica corrente, era dell’ordine dei sette metri quadri al secondo!

Il suolo svolge funzioni essenziali per la popolazione e la natura del nostro paese, infatti oltre ad ospitare le coltivazioni e la vegetazione spontanea, esso immagazzina acqua piovana, ricarica le falde acquifere, e costituisce un grande deposito di biodiversità e carbonio organico sottratto all’atmosfera, mitigando così il cambiamento climatico. La distruzione di suolo implica quindi forti costi ambientali che sono stati quantificati da Ispra intorno a 800 milioni di euro l’anno. Crediamo sia la prima volta che in Italia viene proposta una stima tecnica ufficiale di questi costi collaterali della distruzione di suolo.

Ma come si fa a determinare quanto suolo viene consumato? In generale i metodi utilizzati spaziano dalla fotointerpretazione di immagini aeree fino all’analisi semiautomatica di dati da satellite, una tecnica che in gergo viene chiamata classificazione. Quest’ultimo metodo è stato quello prescelto da Ispra per il 2015, utilizzando i dati forniti dai nuovi satelliti dell’Ente spaziale europeo Esa (piattaforma Sentinel2, programma Copernicus), in vista dell’aggiornamento annuale delle stime. Per alcune regioni, tra cui Piemonte Lombardia e Veneto, Ispra ha integrato le analisi da satellite con ortofoto aeree disponibili presso Agea, l’agenzia nazionale che eroga gli aiuti in agricoltura.

Consumare il suolo significa coprirlo con l’asfalto delle strade o il cemento degli edifici, ma anche con gli impianti fotovoltaici a terra o con le massicciate ferroviarie e le discariche di rifiuti. Ispra utilizza a questo scopo una classificazione binaria (suolo consumato si/no) e una tabella di riferimento che include nel consumato: edifici, fabbricati, capannoni, strade asfaltate e sterrate, piazzali, parcheggi, cortili e altre aree pavimentate o in terra battuta, sedi ferroviarie, aeroporti e porti (solo le banchine, le piste, le aree di movimentazione merci e mezzi e le altre aree impermeabili), aree e campi sportivi impermeabili, serre permanenti, campi fotovoltaici a terra, aree estrattive non rinaturalizzate, discariche, cantieri, altre aree impermeabili.

Le agenzie regionali e delle province autonome, che insieme ad Ispra costituiscono il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, creato con la recente legge di riordino del sistema delle agenzie, hanno fornito un supporto alla convalida dei dati e alla quantificazione degli errori commessi, che appaiono comunque di modesta entità (pochi punti percentuali).

Arpae (Agenzia prevenzione ambiente ed energia dell’Emilia-Romagna) ha provveduto ad effettuare alcune verifiche a campione su zone urbane e periurbane utilizzando come base cartografica le ortofoto AGEA 2014 e le base map di ESRI (le più recenti attualmente a disposizione di Arpae). I dati Ispra sono stati anche messi a confronto con un recente studio ufficiale della Regione Emilia-Romagna basato sulla carta regionale di uso del suolo del 2008, a sua volta realizzata con tecniche di fotointerpretazione di riprese aeree.

In base a questo ultimo studio, consultabile sul sito regionale, il suolo consumato in Emilia-Romagna sarebbe ancora più di quel che risulta dal rapporto Ispra (circa 228mila ettari contro i  218mila stimati da Ispra), va però precisato che l’analisi condotta dalla regione include anche aree non ancora consumate ma destinate ad esserlo in base alla programmazione territoriale.

L’armonizzazione tra le diverse fonti di dati e l’ulteriore aggiornamento dello stato di fatto e delle tendenze nel consumo di suolo costituirà oggetto di attività congiunte Ispra-Arpae già a partire dal prossimo settembre in vista del rapporto Ispra del 2017.

Riunione soci ed amici Sodales – Mercoledì 21 settembre 2016

Mercoledì 21 settembre si è tenuta presso la biblioteca Sodales (Az. Agr. Leoni – Vicofertile) la riunione con i soci e gli amici per discutere i diversi punti all’ordine del giorno. Preso verranno comunicate tutte le novità ed il calendario degli eventi.

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Accensione civica è Bologna. Luce, sostenibilità, cultura

Riscoprire gli spazi urbani a partire dalla luce. Un concetto che fonda le sue radici nell’Umanesimo e nel Rinascimento, e giunge fino ai noi con le innovative teorie dell’urbanistica contemporanea, tra boschi verticali e spazi cittadini che prendono nuove forme e funzioni.

A Bologna, il piano di ammodernamento dell’illuminazione pubblica promosso dal Comune dal 2014 e affidato a Enel Sole, sta dando impulso a una piccola rivoluzione degli spazi urbani. Man mano che i lampioni a LED dell’azienda di Enel Energia specializzata in Smart lighting solutions si accendono, prendono vita anche una serie di iniziative di valorizzazione di aree e quartieri della città.

Il tutto grazie al programma Accensione civica è Bologna, frutto del progetto Accensione civica, realizzato con la  collaborazione di Enel Sole, che fino al 16 ottobre animerà le aree interessate dagli interventi per la nuova illuminazione pubblica.

Un progetto di restyling che in meno di due anni ha visto la sostituzione di 298 lampioni a lampade incandescenti. Entro il 2017 saranno circa 30mila le lampade a Led di Enel Sole a entrare in funzione a Bologna, generando unrisparmio energetico di 2/3 dell’elettricità consumata. L’intervento interesserà complessivamente il 75 per cento dell’infrastruttura dell’illuminazione pubblica cittadina e, come sottolineato dall’assessore comunale all’Economia e promozione Matteo Lepore, rappresenta un’opportunità di rigenerazione e collaborazione con tutti i cittadini.

A dare il via al cartellone di eventi, il jazz della Roveri Big Band ai Giardini Margherita, che nella serata del 7 settembre scorso ha festeggiato la nuova illuminazione del parco. Il prossimo appuntamento è invece per martedì 20 settembre, a partire dalle 20, con #Guardami-Ci sono anche io di Salvaciclisti Bologna: una pedalata di gruppo con partenza da piazza XX Settembre, rivolta a pedoni, ciclisti e automobilisti per sensibilizzarli sul tema della visibilità e della sicurezza stradale nelle ore serali e notturne. Si prosegue venerdì 30 settembre, alle 20, al giardino Pierfrancesco Lorusso, con La Fucina Incantata di Le Fucine Vulcaniche, per uno spettacolo in cui la musica country incontra il teatro di narrazione. Camminar m’è dolce e salutare è la passeggiata culturale di sabato 1 ottobre (dalle 18.30) nell’area del parco dei Noci con Borgo Alice, dedicata alla valorizzazione del patrimonio botanico dell’area. Il 2 ottobre alle 19 sarà protagonista di nuovo la musica, con il coro Nativi Musicali, formato da studenti di diverse scuole dell’area metropolitana, che si esibiranno nel giardino Europa Unita in via Faenza.

Queste alcune delle iniziative in programma, che prevedono anche appuntamenti di cultura e solidarietà, cura delle relazioni e degli arredi verdi, tour in bicicletta e street art diffusa, con writer all’opera per trasformare con i loro graffiti cabine Enel e serrande.

Tutti gli eventi sono realizzati da associazioni cittadine e sono stati selezionati nell’ambito del premio Accensione civica, promosso da Enel Sole, Urban Center Bologna e Comune di Bologna, per dare sostegno pratico e organizzativo a progetti di rigenerazione degli spazi urbani per restituirli ai cittadini.enelsole

Innaffiatura piante Ospedale Maggiore lunedì 29 agosto

Anche lunedì scorso Sodales ha provveduto ad innaffiare le piante posizionate all’entrata delle Torri delle Medicine dell’Ospedale Maggiore.IMG_3212 IMG_3214 IMG_3220