Parchi a Impatto Zero: al via il nuovo laboratorio di sostenibilità ambientale

Come funziona nello specifico Parchi a Impatto Zero? Si tratta di un percorso agevolato che sostiene i progetti di sostenibilità ambientale e sociale in tutte le fasi realizzative e finanziarie. Messe a sistema le competenze dei tre soggetti promotori, le proposte saranno seguite dalla fase di progettazione alla  valutazione di fattibilità, allo studio dei meccanismi finanziari. L’intero processo può poi contare su uno snellimento dell’iter burocratico e sul sostegno nel reperimento di fondi.

Proprio la burocrazia e l’affinamento degli aspetti finanziari dei progetti sono tra gli elementi che oggi frenano maggiormente. “Oggi i parchi nazionali non hanno grandi problemi di finanziamenti, ma si trovano in difficoltà a spenderli per via della burocrazia – osserva Sammuri – Invece le aree protette patiscono i tagli decisi dalle regioni e fanno fatica a dare il via a nuovi progetti, che su carta sarebbero pronti. Questo accordo può garantire alle aree protette quelle risorse, con anticipi e finanziamenti preliminari, e toglie gli impedimenti burocratici con cui si confrontano i parchi”.

Punti di forza, sottolinea Spagnolo, saranno “lo sviluppo di rinnovabili integrate, l’attenzione all’efficenza energetica e la scommessa della mobilità elettrica, che è una novità per le aree protette”Nove le aree di intervento individuate dalla Convenzione su cui si focalizzeranno gli sforzi: efficentamento energetico, impiego delle rinnovabili, abbattimento degli inquinanti, biodiversità, mobilità sostenibile, interventi edilizi a basso impatto, innovazione tecnologica, creazione di start up e nuovi modelli gestionali dei servizi, sostenibilità ambientale.

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