Le api sono in pericolo? Possiamo aiutarle?

In Europa, gli insetti impollinatori sono principalmente le api e i sirfidi ma anche alcuni tipi farfalle, falene, coleotteri e vespe.

Ma il gruppo oggetto di allevamento come l’ape domestica (Apis mellifera Linneus) e i bombi (Bombus Latreille) costituiscono il gruppo di gran lunga più importante.

L’ape domestica da miele occidentale (Apis mellifera) è la specie più conosciuta, utilizzata dagli apicoltori per la produzione di miele e altri prodotti (propoli, pappa reale, cera).

Per questi simpatici insetti striati come la maggior parte degli invertebrati è difficile stabilire un numero certo di specie sul territorio sia nazionale sia globale.

Una stima del numero di specie presenti in Europa, ci dice che gira intorno alle 2000 varietà diverse (cfr. Rasmont et al. 2017).

La fauna apistica italiana è una tra le più ricche del mondo in rapporto alla superficie del nostro paese.

L’ultimo elenco ufficiale compilato in occasione della realizzazione della Checklist della Fauna Italiana, annovera 944 specie (Pagliano, 1995) appartenenti a sei delle sette famiglie conosciute a livello mondiale. Ma per quanto lusingante questo dato, nel 2018, il Comitato Italiano IUCN (International Union for the Conservation of Nature), ha redatto una lista rossa per gli apoidei, con inserite 151 specie native in Italia.

Delle 151 specie valutate, 5 sono in pericolo critico di estinzione e non sono state ritrovate di recente, pertanto sono considerate potenzialmente estinte. Altre 2 specie sono in pericolo critico, 10 specie sono in pericolo, 4 specie sono vulnerabili (in totale sono quindi 21 le specie a rischio di estinzione) e altre 13 sono prossime ad uno stato di minaccia.

Secondo i dati CIA (Confederazione Italiana Agricoltori),negli ultimi 10 anni sono scomparsi ben 10 milioni di alveari nel mondo, dei quali 200.000 solo in Italia. Dati per niente incoraggianti! Infatti il ruolo che rivestono le api nel nostro ecosistema è centrale, soprattutto in virtù del loro inestimabile lavoro di impollinazione. Volando di fiore in fiore alla ricerca del nettare, api e altri insetti impollinatori diventano veri e propri agenti di biodiversità.

Raccogliendo il nettare, questi insetti si “sporcano” letteralmente di polline che viene così trasportato verso altri fiori, consentendo la fecondazione e la riproduzione delle piante attraverso la formazione di nuovi semi. Le piante che si affidano all’impollinazione entomofila (ovvero resa possibile dagli insetti) sono tantissime. Le stime parlando di quasi il 90% delle piante selvatiche e il 75% delle colture a scopo alimentare. Questo dato apocalittico potrebbe portare ad un abbassamento drastico della biodiversità e non è un’esagerazione dire che, se non ci fossero le api, non potremmo più mangiare la maggior parte del cibo che troviamo tutti i giorni sulla nostra tavola. E questo non vale solo per frutta e verdura! Anche la produzione di carne e dei prodotti derivanti dal latte subirebbe un calo significativo. Infatti gran parte delle piante foraggere, ovvero utilizzate per nutrire gli animali da allevamento, sono impollinate dalle api.

Quali sono le cause di questi dati allarmanti?

Le principali minacce sono dovute alle attività umane che modificano l’habitat di questi insetti, in particolare l’uso sconsiderato di pesticidi, il consumo di suolo, la modificazione di indirizzi colturali, l’urbanizzazione, l’inquinamento, l’eccessivo sfruttamento dei pascoli, l’abbandono delle aree rurali con la conseguente riforestazione naturale, i cambiamenti climatici e la diffusione di parassiti e malattie veicolate dall’introduzione di nuove specie aliene invasive.

Ormai da alcuni decenni numerosissime ricerche hanno messo in luce un declino diffuso e generalizzato dell'ape domestica anche a causa della diffusione dell'acaro parassita Varroa destructor

Possiamo aiutare questi piccoli insetti a righe così fondamentali?

Sì, è possibile e lo può fare ognuno di noi attraverso piccole e semplici azioni quotidiane. Innanzitutto non utilizzare pesticidi e cercare di piantare alcune specie di piante dove le api amano posarsi in cerca del nettare per nutrirsi: Calendula, lavanda, lupinella, facelia, borragine, timo, grano saraceno, girasoli, malva, tagete, finocchio annuale, rosmarino, aneto, pastinaca, coriandolo, eccetera.

È possibile sostenere alcune realtà che combatto per la sopravvivenza delle api: Greenpeace  che permette la donazione di una somma mensile per aiutare la loro campagna; 3bee, un’azienda che opera in apicoltura e con la quale è possibile adottare un alveare (https://www.3bee.it/).

Basta un piccolo gesto per salvare le api e il nostro futuro.

Fonti:

https://www.wwf.it/?54140%2FImpollinatori-dItalia

https://www.3bee.it/adotta-alveare/?gclid=Cj0KCQjwtsv7BRCmARIsANu-CQfRaYvSech8mfHjLcN7zw_dntGbDZYofm0_Bh3io__FoYySOdJKB5MaAgIvEALw_wcB

https://sostieni.greenpeace.it/campagna/salviamo-le-api/?gaccount=adwords&gcampaign=DFR_KWD&gcontent=AP_search&form_id=4&gclid=Cj0KCQjwtsv7BRCmARIsANu-CQeM_5JmMZSZ_EtS6EsThTfQl5-_TiM6imH9tOh6XwHhLh1-3S5HE2EaAimgEALw_wcB00

Matteo Cloriti

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