Wood Wide Web

Nel mondo d'oggi abbiamo tutti una piccola nozione di internet o,  parlando in termini più tecnici ma familiari a tutti, di World Wide Web. Ebbene se vi rivelassi che la natura aveva già sviluppato una sua versione di questo formidabile sistema di comunicazione?

Ebbene gli alberi e i funghi hanno una rete sotterranea molto simile a internet, ma di cui ancora sappiamo poco, a cui però è stato dato il nome di Wood Wide Web.

Il poco che sappiamo su questo argomento è che questo sistema di comunicazione tra alberi è certo che sia legato ad una rete di funghi (micorrize) che può essere lunga anche svariati chilometri. Questo sistema collega gli alberi creando un'infrastruttura attraverso le piante le quali oltre a comunicare si possono anche scambiare principi nutritivi.

Suzanne Simard è una studiosa canadese, che si occupa di ricerca dei legami simbiotici nelle foreste. Grazie agli esperimenti da lei svolti, si è scoperto che gli alberi madre o  alberi HUB (ovvero dei grandi alberi) hanno la capacità di mantenere un grandissimo numero di collegamenti anche tra piante di specie diverse e di partecipare ad una incredibile collaborazione sotterranea di scambi simbiotici in cui i funghi, che sono incapaci di eseguire la fotosintesi, ma velocissimi a colonizzare il terreno con il loro micelio (apparato vegetativo dei funghi, formato da un intreccio di filamenti detti ife, tubuli in cui scorre il protoplasma).

In un costante rapporto di dare e avere, funghi e piante si scambiano e barattano acqua, minerali e altre sostanze chimiche in cambio di zuccheri e carbonio (frutto della fotosintesi) mentre i funghi in questo patto tacito si prestano anche a trasportare messaggi di allarme in caso di attacco di parassiti.

Una delle più recenti ricerche a riguardo viene proprio dal nostro paese; le autrici dello studio,  pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo editoriale "Nature", sono tre microbiologhe: la professoressa Manuela Giovannetti come coordinatrice e Alessandra Pepe, entrambe dell’Università di Pisa, e Cristiana Sbrana del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). “Le piante si nutrono principalmente utilizzando le capacità del fungo benefico simbionte di esplorare il terreno, assorbire i nutrienti e trasferirli alle radici attraverso una rete di cellule allungate tubulari interconnesse - racconta la dottoressa Cristiana Sbrana, ricercatrice del CNR - Il nostro studio ha affrontato una domanda cruciale: la vita di tale rete è dipendente dalla vita della pianta ospite? Oppure, alla morte della pianta (come avviene dopo la raccolta per molte colture), la rete mantiene la sua vitalità e funzionalità?”.
“Gli esperimenti effettuati durante le nostre ricerche hanno dimostrato che la vita della “Wood Wide Web” è disaccoppiata dalla vita della pianta - ha concluso Alessandra Pepe, che ha svolto parte del suo dottorato proprio su questo argomento - Anche cinque mesi dopo la rimozione della parte aerea della pianta, la rete è capace di mantenere la sua vitalità e funzionalità, e di stabilire nuove simbiosi con altre piante”.

Penso che queste scoperte soprattutto in un periodo così difficile possano esserci non solo di insegnamento per quanto riguarda il funzionamento della natura ma anche nel comportamento di tutti i giorni come individui all'interno della società. Dobbiamo cercare, soprattutto in un periodo di così forti disagi e sofferenze, di essere vicini l'uno all'altro per superare indenni questa situazione di crisi. È questo che posso considerare il migliore augurio per questo 2021: imparare ad essere come gli alberi e trovare nuovamente il nostro senso di civiltà.

Matteo Cloriti

Fonti:

Corriere innovazione: https://corriereinnovazione.corriere.it/2020/12/08/wood-wide-web-se-anche-piante-hanno-loro-internet-e4561040-397b-11eb-97f0-6f118c19c928.shtml

AGI: https://www.agi.it/blog-italia/new-botanics/alberi_wood_wide_web-4828985/post/2019-01-13/

UniPinews: https://www.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/13085-scoperta-la-wood-wide-web-vive-in-simbiosi-con-le-piante-e-le-nutre-ma-ha-vita-propria-e-indipendente

Articolo delle ricercatrici italiane: https://www.nature.com/articles/s41598-018-28354-5.epdf?author_access_token=NPrpM6RLiYLXgJ7-GbZT-NRgN0jAjWel9jnR3ZoTv0OfgTYObyawaNmY7jt0uvtyM1Gl1s7tmg-cGPHpzDaHmyjhDQXxc7_3rm_g_PwbqX0QLPSfzgIzXP1ArweFD9TkTth4195_fJRYvM58fo_JIQ%3D%3D

Fonte foto: https://www.facebook.com/watch/?v=279857699321830 

 

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