Un nuova statua al Bosco del Ricordo

Inaugurata la statua donata dalla famiglia Merlini in collaborazione con Sodales e collocata di fianco alla stele commemorativa delle 21 vittime

E’ la famiglia Merlini che porta all’Ospedale il volto reclinato di una Madonna per ricordare le vittime della tragedia del padiglione Cattani, lo sforzo della città nei soccorsi e il lutto collettivo che ne è scaturito. Ad accompagnare la loro donazione l’associazione di volontariato Sodales che dal 2014 si prende cura dell’area verde della zona di ingresso di via Volturno, oltre che del Bosco del ricordo cresciuto con la piantumazione di alberi per ricordare il boato che lacerò Parma dove persero la vita 21 persone.

 

 

La statua in bronzo è stata donata dalla famiglia Merlini che in quella tragedia perse Rossana, operatrice del Maggiore. Ed è un omaggio a tutte le vittime, come sottolineano le sorelle Dora e Maria “per ricordare una tragedia che è sempre nei nostri cuori. Dedicata a ciascuna delle 21 persone che in quel crollo hanno perso la vita e a tutti coloro che hanno portato soccorso nei drammatici minuti che sono seguiti e conforto ai famigliari increduli”.

Con loro l’associazione Sodales che, con impegno assiduo, promuove la condivisione del bosco del ricordo a fianco della stele commemorativa di via Volturno, là dove è stata collocata la statua.

“Noi proseguiamo il mantenimento del bosco – spiega Fabrizio Savani presidente di Sodales – perché gli alberi sono come delle colonne di una cattedrale laica che sorreggono il ricordo non solo del crollo ma di una comunità che ha saputo risollevarsi dalla tragedia. Come la crisi ambientale ci dice che sopravviviamo solo se viviamo insieme agli alberi, che quindi dobbiamo tutelare, così la crisi pandemica ci ha insegnato che sopravviviamo solo se andiamo avanti insieme. E un periodo come questo è uno stimolo a proseguire in questa direzione, nella cura del bosco di una comunità”.

Il crollo del Padiglione Cattani: 13 novembre 1979

Era il 13 novembre 1979 quando alle 14.30 in città echeggiò un duplice boato; tre piani del padiglione Cattani, che ospitava la Cardiochirurgia, la Gastroenterologia e la Rianimazione, collassarono. Ventuno persone persero la vita e l’intera città partecipò ai soccorsi, in un avvicendarsi di ricerche affannose, scavi e speranza. 

Massimo Fabi, nella sua veste di direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, ha rimarcato il valore del ricordo nella concretezza di ogni giorno, con l’auspicio che competenze e capacità migliorino di continuo il sistema della sicurezza”.

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